
Il bambino è cresciuto. Il bambino è cambiato. Il bambino è diventato cattivo.
Ha dovuto fare i conti con il mondo circostante,e il mondo circostante non è tenero,è sporco di fango,di sangue,e sul selciato sono rimasti per terra corpi che non si muovono più?gli occhi di quel bambino hanno visto e sono cambiati.
War colpisce visivamente,ancora prima che all?ascolto?si vede la copertina e si capiscono molte cose ancora prima di mettere il disco sul piatto dello stereo?uno sguardo a Boy,uno sguardo a War?si capisce immediatamente la parentela di sangue.
Ad un concerto nell?83 a Newcastle,Bono disse introducendo Surrender:
“Abbiamo fatto un disco che si chiama War, ma il tema del disco non è la guerra: è piuttosto la resa. Stiamo provando a parlare degli attriti e di quanto siano dannosi e di come pestino i piedi delle persone, e tutto sommato penso che la resa sia una sorta di principio, non solo una bandiera bianca? (da U2place.com).
Il tema dell?album è quindi chiaro e diretto,le parole del frontman dicono già tutto.
C?è sangue,c?è vita,ci sono urla che squarciano l?aria,che squarciano il disco fin dal suo principio.
Sunday bloody Sunday è così,l?incedere marziale,la batteria che batte il tempo di marcia mentre Edge libera la mente su uno dei riff di chitarra che fanno la storia,la voce di Bono che scalcia e graffia piena di dolore sull?avanzata inesorabile del basso di Clayton?tutto per una domenica sanguinosa domenica a Derry ,nell?Irlanda del Nord.
Era infatti Domenica 30 Gennaio 1972,quando l’esercito inglese apre il fuoco su una manifestazione pacifica?sul suolo restano 14 corpi freddi,e molti di più ancora saranno i feriti.
Le note cariche di tensione,le invenzioni con sapore celtico di Edge,accompagnano un testo carico di passione,creando un geyser emotivo di portata devastante?non credo ci sia da dire altro?l?ascolto vi dirà più di qualsiasi mia parola.
Le tentazioni tribaleggianti di Seconds ci portano in un ambiente di paura atomica,le chitarre sono acide e la voce di Bono ha quel modo di tagliare le carni che può traumatizzare?una canzone da trincea,da rifugio vero e proprio.
Poi arrivano note di piano su un?atmosfera fredda pulsante di timore?New Year?s Day sembra quasi sorgere dalla tundra,o se volete dalle fredde temperature polacche?è dedicata a Solidarnosc,il sindacato polacco condotto da Lech Valesa che era stato chiuso dal governo nel Dicembre dell?81,prima di capodanno.
Il tappeto di basso è il terreno ideale per tutte le idee di Edge,che fa urlare e piangere la sua chitarra,la fa correre appresso al ritmo,dando colori malinconici ad una canzone già di suo piuttosto amara?secondo il mio parere personale in questa canzone c?è uno dei migliori assoli di chitarra di Edge?lancinante e melodico al punto giusto.
Like a song indaga le piccole o grandi guerre della nostra vita,una canzone che ha l?aspetto di una corsa,una galoppata inarrestabile fra salite e discese. Non dà respiro,va avanti fino al tambureggiante finale lanciato verso l?ignoto!
Drowning man ha un?atmosfera vuota che viene riempita dalle invenzioni chitarristiche di Edge (tanto per cambiare) e dallo strapotere della voce di Bono che sprofonda negli abissi e si inerpica ad altezze in erpicabili,fra citazioni bibliche e parole di affetto verso qualcuno che sta vivendo un brutto momento e non riesce a tirarsi su?a quanto pare è una canzone dedicata ad Adam Clayton.
Gli attimi finali della canzone regalano anche dei dolci violini che accarezzano padiglione e cuore!
The Refugee è urlata ,i ritmi tornano tribaleggianti (anche se una certa ritmicità si sente in realtà in tutto l?album),tentazioni di fuga,di emigrazione,di posti migliori,dove non ci siano guerre.
Da l?idea di un cuore che batte disperatamente per vivere.
Two hearts beat as one è una semplice canzone d?amore che Bono dedica alla sua mogliettina (l?ha scritta durante il viaggio di nozze),musicalmente è la classica battuta di batteria di Larry Mullen Jr. unita agli accordi stoppati di Edge.
Red Light ha in sé l?urbanità è l?amarezza di una storia non molto felice?un ragazzo è innamorato di una prostituta?la trovo una canzone molto da suburbio e ha delle novità per un disco degli U2,voci di donna e una tromba che attraversa la canzone dalla sua metà in poi.
Una certa atmosfera di città si respira anche in Surrender,che ha per protagonista una ragazza non integrata nella società che viva per la strada?la canzone dispensa sirene e carezze,amaro e dolce,sembra quasi viva sui contrasti,contrastano anche le chitarre fra di loro e contro la voce principale mentre tutto si scioglie nel finale corale e inaspettato in un crescendo emotivo senza vie di fuga.
Ed è ad un salmo che è dedicato il finale del disco,?40??una canzone nata quasi per caso,alla fine delle sedute di registrazione.
Tutto è perfetto nella sua immediatezza?lo splendido lavoro del basso,le poche note di chitarra ben somministrate nei punti giusti,gli splendidi incroci vocali?ancora una volta non credo di poter spiegare?è semplicemente una carezza continua,una voce di resa stanca e di speranza,un sospiro leggero e delicato.
Silenzio.
Fine.
War è innanzitutto un disco molto ritmico in quasi ogni sua parte, ha un inizio e una fine perfetti (?40? è usata come chiusura dei concerti),e in mezzo tante gemme di strepitosa bellezza nonché qualche stranezza che inizia a discostarsi dai classici U2.
Una cosa che colpisce è come l?atmosfera e la tensione del disco rimangano invariate nonostante le canzoni abbiano a tratti colori contrastanti tal?ora perfino al loro interno?i paesaggi cambiano,dalla città irlandese a boschi freddi e innevati,e il tutto con la stessa atmosfera.
Insomma,il seme lanciato con Boy è già diventato una pianta matura!
Questi ultimi due articoli dedicati agli U2 sono dedicati a Monica che ha risvegliato la mia curiosità verso questi 4 giovanotti irlandesi!
Se lo merita in quanto una delle ragazze più sapienti in campo musicale che abbia mai incontrato:-)!
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